La Nazioni Unite definiscono la salute riproduttiva come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non meramente l’assenza di malattia o infermità in ogni ambito relativo al sistema riproduttivo ed alle sue funzioni e processi”.
Per infertilità si intende l’incapacità di concepire dopo almeno uno o due anni di rapporti sessuali frequenti, regolari e non protetti.

La prevalenza dell’infertilità in Europa è circa il 14%, colpendo una coppia ogni sette che cercano di concepire.
La prevalenza varia in base all’età e va dal 5,5% tra i 25-29 anni al 19,7% tra i 35 ed i 39 anni.

Le ragioni di questa incapacità possono essere molteplici: maschili, femminili, di entrambi i partner o essere riferite a una causa sconosciuta.

Al giorno d’oggi la medicina offre diverse opzioni di trattamento che possono offrire, nella maggior parte dei casi, delle concrete possibilità di concepimento.

I trattamenti proposti possono essere sia delle procedure mediche “tradizionali” sia delle tecniche di laboratorio molto avanzate che prendono il nome di “Procreazione Medicalmente Assistita” (meglio conosciuta come PMA) e che comprendono l’inseminazione intrauterina, la fecondazione in vitro e transfert di embrioni, la fecondazione in vitro con iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo, tutto in forma omologa o eterologa (cioè con l’uso di cellule riproduttive estranee alla coppia)

Alla base del concepimento ci sono alcuni avvenimenti fisiologici: innanzitutto la donna deve ovulare, cioè l’ovaio deve liberare una cellula, detta ovocita, che deve essere “captata” dalla tuba dell’utero. Un rapporto sessuale nelle 24 ore che precedono o seguono l’ovulazione permette al partner di depositare nella vagina alcuni ml di liquido seminale in cui si trovano alcuni milioni di spermatozoi. Gli spermatozoi più mobili entreranno nell’utero percorrendo il canale cervicale e si dirigeranno quindi verso le tube dove potranno incontrare l’ovocita e avverrà le fecondazione.
Dalla fusione dello spermatozoo con l’ovocita deriverà un embrione che, mentre moltiplica il numero delle sue cellule, percorrerà la tuba sino a giungere nell’utero, dopo circa cinque giorni di sviluppo: qui potrà impiantarsi nell’endometrio, dopo circa una settimana dal concepimento, e proseguire il suo sviluppo per i nome mesi successivi, sino al momento della nascita.

Da tutto ciò risulta evidente la necessità, in caso di infertilità, di procedere ad accertamenti che riguardano sia la donna che l’uomo: alla base di un corretto approccio terapeutico deve sempre esservi una corretta diagnosi!

 

Dr. Roberto Laganara
Ginecologo