Con questo termine si intende la assenza di spermatozoi nell’eiaculato. Viene diagnosticata in genere quando si esegue un esame dello sperma, o “spermiogramma”, e non si trovano spermatozoi, anche dopo centrifugazione.
La azoospermia può essere di due tipi: ostruttiva e non ostruttiva: nel primo caso si riescono comunque a trovare spermatozoi nell’ambito del testicolo nel 90% e più dei casi, nelle seconde nel 40%. Vediamo più nel dettaglio queste due varietà.


Azoospermia Ostruttiva: è presente un blocco in un qualche punto nel percorso degli spermatozoi dal testicolo allo sbocco dei dotti prostatici nel canale urinario. Alcuni esempi sono: esiti cicatriziali di malattie infettive, esiti di interventi medico-chirurgici (ad esempio la legatura dei deferenti a scopo contraccettivo). Nelle forme ostruttive il testicolo ha e continua a produrre spermatozoi; alla visita si trovano caratteristicamente testicoli di buon volume, con spesso epididimi dilatati. I valori degli ormoni che stimolano l’attività testicolare (FSH per la produzione di spermatozoi e LH per la produzione di ormone sessuale maschile) sono nella norma. La terapia andrologica ha come obiettivo la correzione chirurgica definitiva della stenosi, laddove possibile, e in subordine il recupero degli spermatozoi direttamente dal testicolo o dall’epididimo: o con ago o mediante prelievo chirurgico.
Azoospermia Non Ostruttiva, o “NOA” (anche detta “azoospermia secretoria”): mancata produzione di spermatozoi da parte del testicolo, in assenza di ostruzione delle vie seminali. Le cause possono essere più di una: testicoli ritenuti nel canale inguinale, trauma, parotite (“orecchioni”) contratta dopo l’età dello sviluppo, cause genetiche, altro. I testicoli sono caratteristicamente di volume ridotto e il quadro ormonale è alterato, con tipicamente valori elevati di FSH. All’ecografia non è raro il riscontro di calcolosi all’interno del testicolo. Fino all’inizio degli anni ‘80 si riteneva che nei testicoli dei soggetti affetti da “NOA” non vi fossero spermatozoi. Nell’81 fu dimostrato che nel tessuto testicolare di questi soggetti era possibile riscontrare alcuni isolati focolai di spermatogenesi, con cioè presenza di spermatozoi. Prima di pensare alla ricerca di spermatozoi da testicolo in casi di azoospermia è d’obbligo eseguire idonee valutazioni genetiche, i cui risultati potrebbero talora escludere il ritrovamento di spermatozoi. La possibilità di utilizzare questi spermatozoi per procedure di fecondazione assistita è arrivata con l’introduzione nel 1992 della tecnica di riproduzione assistita ICSI. Da allora agli individui affetti da NOA motivati ad avere un figlio proprio è possibile offrire la ricerca di spermatozoi da tessuto testicolare, per essere poi utilizzati per la tecnica di riproduzione assistita ICSI (vedasi settore “Tecniche di recupero di spermatozoi da testicolo”).

 

Dr. edoardo Pescatori
Urologo -Andrologo