Sono sempre stata una persona ambiziosa che voleva fare carriera e quindi al matrimonio ai figli e alla famiglia ci ho pensato poco, sarà anche colpa del fatto che mi sceglievo compagni nella vita a cui importava ben poco di avere una famiglia con me…. ma poi forse questo non era un caso, forse non ero ancora pronta. Poi 5 anni fa a 34 anni ho incontrato il mio compagno e con lui mi sono accorta che era diverso: parlavamo di progetti, matrimonio, figli, di creare una famiglia senza che mi venisse l’ansia. Viste le precedenti delusioni che avevamo avuto entrambi, ci siamo andati piano e abbiamo aspettato quasi 3 anni per capire se davvero eravamo anime gemelle. Ho smesso di prendere la pillola anticoncezionale e abbiamo iniziato a provare ad avere un figlio pensando che non sarebbe stato poi così difficile. Ed invece passa 1 anno e nulla. Allora decidiamo di rivolgerci ad un ginecologo esperto in problemi della fertilità e così è iniziato questo tortuoso percorso. Il mio Lui ha spermiogramma nei limiti inferiori e io la riserva ovarica di una allora 37 enne… il ginecologo visti i risultati degli esami ci consiglia di passare subito alla tecnica ICSI solo che l’ospedale dove lavora ha una lista d’attesa di 1 anno. Ci mettiamo in lista ma su suo consiglio nel frattempo, visto che l’età aumenta, ci rivolgiamo ad un altro centro privato ma convenzionato col SSN che ha tempi di attesa più brevi. A febbraio 2016 siamo pronti per la nostra prima stimolazione e nella nostra ignoranza ed ingenuità  sulla materia, pensiamo positivo e siamo fiduciosi e sicuri che andrà bene…. ed invece è un disastro. Produco tanti ovociti ma nessuno si feconda.
Mi sento inutile e frustrata perché voglio diventare mamma e lo voglio il prima possibile.

A giugno 2016 decidiamo di sposarci e fissiamo la data per l’11 agosto 2017 anche nell’ipotesi, se questo bimbo non arrivasse mai, per una eventuale adozione…

Passato il periodo nero dell’elaborazione, ci rimettiamo in pista fiduciosi che la prossima volta andrà bene. A luglio 2016 facciamo un secondo tentativo e stavolta va meglio. Mi prelevano 8 ovociti di cui 4 si fecondano.  Mi vengono trasferiti 2 embrioni in 3 giornata e gli altri 2 crioconservati. Questa volta decido di non farmi prendere dall’ansia e cerco di vivere la mia vita tranquillamente ma purtroppo Beta negative.
La delusione è forte perché ci avevamo sperato tanto e intanto vedo intorno a me persone con situazione di salute precarie restare incinta come se avessero ricevuto un miracolo e io e il mio compagno sempre stati sani non ci riusciamo… i miracoli accadono per gli altri ma non per noi… e inizia il periodo della rabbia e dei perché… mi chiedevo perché io non ci riesco e per gli altri sembra invece così facile? E la rabbia per un mondo ingiusto, dove c’è gente che abortisce, che vende, abbandona o uccide i propri figli e gente che lotta per averne…
Quando mi rendo conto che era più il pensiero di non riuscirci che la voglia di diventare madre, decido a settembre di approcciare l’agopuntura e la meditazione, stavo infatti diventando una brutta persona piena di rabbia e di cinismo. Devo dire che la medicina cinese mi ha aiutata tantissimo soprattutto a livello psicologico e mi ha aiutato a lavorare su me stessa. A settembre decidiamo inoltre di scongelare i nostri embrioni ma alla prima visita c’è qualcosa che non va… un sospetto polipo di 2 cm formatosi a valle delle stimolazioni. .. e li mi crolla nuovamente il mondo addosso perché dovevo ancora aspettare e io avevo fretta, troppa fretta di diventare mamma…
A fine ottobre mi sottopongo ad isteroscopia operativa e a novembre ricominciamo le visite per il successivo scongelamento. Trasferiamo i 2 embrioni a inizi dicembre ma anche qui beta negative. La delusione c’è ma con l’aiuto dell’agopuntura e la meditazione  il dolore mi sembra meno forte e poi avevo un anno davanti per concentrarmi sul matrimonio,  ma il chiodo fisso di un figlio non mi ha mai abbandonato…
Mi sentivo anche molto sola perché non trovavo persone che capivano la mia situazione… è proprio vero che solo chi le vive certe situazioni può capire come è devastante la PMA…
Decido allora di entrare in gruppi su Facebook e lì mi sento subito meglio perché ho capito di non essere l’eccezione ma la regola; comincio a conoscere storie di uomini e di donne anche più sfortunati di me e mi sento meno sola, mi sento compresa e parte di qualcosa.

Nel frattempo comincio a studiare l’ovulazione, gli esami da fare per comprendere meglio le cause dell’infertilità…

A febbraio 2017 prima visita nel nuovo centro e il 10 marzo Pick-up… 4 ovociti prelevati ma purtroppo nessuno fertilizzato. Un’altra tegola in testa… ed intanto vedo ancora persone attorno a me che con squilibri ormonali o altri problemi sono riuscite ad avere figli naturalmente e noi no, sempre stati sani come dei pesci.

Dopo qualche giorno per elaborare il lutto dell’ultima stimolazione andata male abbiamo deciso di riprenderci la nostra vita ed andare avanti… abbiamo il nostro matrimonio da organizzare e che per via di questa “ossessione” non ci stavamo godendo come avremmo voluto.
Ho la fortuna di avere accanto una persona magnifica che mi rassicura e che mi ha dato tanta forza in questo periodo buio.
La coppia in queste circostanze deve essere molto unita.
Per un po’ staccheremo da questo mondo e quando saremo pronti, se lo saremo, riprenderemo il percorso…

Da questa esperienza di più di un anno di PMA ho capito che la cosa devastante è l’attesa, perché si vive in questo perenne stato di attesa dei risultati degli esami, dell’inizio di una nuova stimolazione, in attesa di ricevere una telefonata che ci dica che le beta sono positive e quindi è come se tutto si fermasse, che la nostra vita si fermasse … ma non si può vivere così perché di fatto non si vive.